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Il riordino delle autonomie locali (gennaio 2012)

Di questi tempi, in cui si fa un gran parlare di contenimento della spesa pubblica, sembra che i piccoli comuni come il nostro siano costretti a perdere l'autonomia amministrativa fondendosi con i comuni contermini così da perseguire l'obiettivo dettato da governanti regionali e statali, di perseguire maggior economicità, efficacia ed efficienza attraverso la gestione associata dei servizi pubblici.
A livello nazionale è stata la manovra del Governo dello scorso Ferragosto a prevedere la soppressione di giunte e consigli nei Comuni con meno di mille abitanti. Poi si è fatta sentire la Regione con la legge n.14 del 2011 relativa alla "Razionalizzazione e semplificazione dell'ordinamento locale in territorio montano con l'istituzione delle Unioni dei Comuni montani" e l'attuazione del "Piano dei Comuni di Vallata" che prevede la fusione dei Comuni parzialmente o interamente montani, con popolazione fino a tremila abitanti e oltre se contigui.

Ricordiamo che già da qualche tempo le Comunità Montane sono state commissariate con l'intento di sopprimerle. Ora, con la citata legge regionale n.14/2011 i Comuni montani verranno aggregati in otto ambiti territoriali corrispondenti ad un ente locale denominato Unione montana secondo una serie di caratteri geografici, economici, sociali, etc.
In fase di prima applicazione c'è la possibilità da parte di alcuni Comuni (quelli adiacenti con altre Unioni e quelli con il maggior numero di abitanti) di passare ad altre Unioni rispetto a quelle predestinate o di chiedere l'esclusione dall'Unione di destinazione. Questo dovrà avvenire entro il 15 febbraio 2012.
L'attività di ogni Unione montana verrà disciplinata da uno Statuto approvato da un' Assemblea dei Sindaci dei Comuni appartenenti all'Unione stessa e da una rappresentanza delle minoranze consiliari. In seno al nuovo ente verrà eletto un Presidente (uno dei Sindaci), un Vice Presidente, il Collegio dei revisori, un Direttore, dirigenti e responsabili dei servizi. Il personale sarà costituito inizialmente da quello proveniente dalle ex Comunità Montane e dai Comuni membri.

Il nostro comune apparterrà all'Unione dei Comuni montani del Canal del Ferro e della Val Canale della quale dovrebbero far parte anche Moggio, Resiutta e Resia. Il condizionale è d'obbligo visto che questi Comuni pare siano intenzionati a passare con l'Unione del Gemonese, mentre Tarvisio, il maggiore come numero di abitanti, si dice che potrebbe chiedere di essere escluso dall'Unione.

La situazione, già di per se difficile da definire, è peraltro influenzata a livello locale dalla discussione riguardante il riordino dei plessi scolastici, con la possibile chiusura di diverse scuole sul territorio (problema che coinvolge anche le nostre scuole materna ed elementare) e la ventilata soppressione delle Provincie.

Aggiornamento al 16 febbraio: Resia ha deciso di aderire all'Unione della Valcanale e Canal del Ferro mentre Moggio e Resiutta hanno chiesto di staccarsi e di far parte dell'Unione del Gemonese.

Razionalizzazione della rete scolastica - Situazione alla fine del 2011

Con la cosidetta riforma Gelmini la garanzia di continuità scolastica è garantita ai plessi che abbiano almeno 20 alunni presenti nella scuola per l'infanzia e 30 alunni nella scuola primaria. Senza questi requisiti i Comuni devono decidere dove dirigere la propria popolazione scolastica e a quale Istituto comprensivo appartenere con un piano da attuare entro l'anno scolastico 2013-2014. Sempre la stessa riforma prevede la presenza di almeno 9 alunni per una classe e 18 alunni per le pluriclassi.
Localmente, dalle tre autonomie scolastiche (ex direzioni didattiche) di Moggio, Pontebba e Tarvisio siamo passati a due Istituti comprensivi con unico preside per materne, elementari e medie di Pontebba, Dogna, Chiusaforte, Resia e Resiutta (con la sede da definire) e un Istituto omnicomprensivo il cui preside dirigerà materne, elementari e medie di Malborghetto e Tarvisio e l'Istitituto superiore Bachmann. Anche per l'esistenza di un Istituto Comprensivo è previsto un numero minimo di alunni, che è fissato in 300 unità.
Da noi, nell'anno scolastico in corso la scuola primaria accoglie 29 alunni e la materna 12 bambini (in entrambi i casi il numero complessivo è dato da alunni provenienti anche da Dogna e Resiutta dove le scuole sono state chiuse alcuni anni orsono).
Perciò, già nell'anno in corso la scuola primaria è organizzata in due pluriclassi per il tempo pieno, con prima, seconda e terza in una classe e quarta e quinta in un'altra.

La Giunta regionale, nell'ambito della propria autonomia legislativa, nel mese di settembre 2011 ha approvato un documento dettante gli indirizzi, i criteri e le procedure per ridimensionare la rete scolastica regionale nell'anno scolastico 2012/2013. La Provincia di Udine, interessata anch'essa alla questione, per quanto concerne la montagna, ha cercato di posticipare nel tempo gli interventi di razionalizzazione.

Sulla base di questi dati si è sviluppato localmente il dibattito politico e sono state assunte decisioni che, come nel caso delle Giunte Comunali di Chiusaforte e di Moggio, guardano in direzioni diametralmente opposte. I nostri amministratori hanno deliberato in ottobre di aderire all'Istituto Omnicomprensivo Bachman di Tarvisio, avviando una stretta collaborazione con Pontebba così da consentire in qualche modo il prosieguo dell'attività nella nostra scuola primaria garantendo poi la frequenza degli studenti di Chiusaforte alla scuola media di Pontebba. Il Comune di Moggio ha chiesto invece di aderire all'Istituto Omnicomprensivo di Trasaghis.

La spesa comunale annua per la gestione del plesso scolastico chiusano si aggira sui 90.000 euro.

Grande mobilitazione per Pierluigi Cappello

E' da tempo ormai che si è creata una catena di solidarietà a livello nazionale affinchè Pierluigi riceva il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli. Ricordiamo che Pierluigi, quarantaquattrenne, anche recentemente definito dal quotidiano la Repubblica uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, abita ormai da tanti anni a Tricesimo. Fino a pochi giorni fa la sua dimora era una vecchia baracca in legno del terremoto ed ora è ritornato a vivere con mamma Bruna in un piccolo appartamento. Causa le condizioni di salute, conseguenti a quello sfortunato attimo che nell'83, su le strade dal Cjanâl, fermò l'esistenza di Claudio e cambiò per sempre la sua, Pierluigi ha bisogno di un'entrata certa che gli permetta di affrontare le sempre maggiori spese assistenziali e sanitarie.
Quello della Bacchelli è un aiuto economico che viene concesso dallo Stato ai cittadini italiani, di chiara fama, che si sono distinti nel mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo e dello sport che versino in situazioni di indigenza.
Tra coloro che hanno sottoscritto l'appello, con la nostra Regione, ci sono le Università di Siena, Firenze, Udine, Roma Tre e l’Accademia della Crusca, oltre a migliaia e migliaia di privati cittadini e intellettuali.

E' il gruppo di minoranza in Consiglio comunale che a Chiusaforte ha voluto sostenere l’iniziativa in favore di Pierluigi e così commenta: "Abbiamo accolto con enorme piacere l’iniziativa del Consiglio Regionale che con un o.d.g. ha impegnato il Presidente della Regione ad attivarsi per il conferimento dei benefici della legge Bacchelli al nostro poeta Pierluigi Cappello.
I suoi meriti e le sue indubbie capacità letterarie, unite allo straordinario attaccamento alle proprie origini, ci rendono particolarmente orgogliosi. Pierluigi è un figlio di questa terra e lo ricorda spesso nella sua opera “… sono nato al di quà di questi fogli lungo un fiume, porto nelle narici il cuore di resina, negli occhi il silenzio di quando nevica….”. Molti di noi hanno trascorso con Pierluigi la loro infanzia e, anche dopo il trasferimento dal paese, i legami sono sempre rimasti molto affettuosi. Pierluigi è sempre stato in prima fila per iniziative di carattere culturale. Diversi di noi ricordano con piacere, ed anche con un pizzico di nostalgia, le splendide serate organizzate con i “Cercaluna”, artisti che arrivavano a Chiusaforte per merito suo; ben vivo è inoltre il ricordo della serata durante la quale, lo scorso anno, abbiamo festeggiato assieme a Pierluigi il Premio Viareggio, prestigioso riconoscimento che aveva appena ricevuto.
 Allora i suoi problemi di salute comportarono uno sforzo non indifferente per presenziare, ma simbolicamente tutti si strinsero a lui, nell’abbraccio del suo paese e della sua terra. Conosciamo molto bene le doti artistiche di Pierluigi ma abbiamo soprattutto potuto apprezzare della sua vita la generosità e l’impegno. I benefici che deriverebbero dall’applicazione della Bacchelli permetterebbero a Pierluigi di continuare a scrivere libero da quei problemi contingenti che diversamente dovrebbe affrontare e gli consentirebbero, da altruista quale è, di proseguire la sua attività in favore del prossimo.
 E’ per questi motivi che presenteremo a Chiusaforte, nel prossimo Consiglio Comunale, un ordine del giorno di appoggio all’iniziativa di sostegno proposta a livello parlamentare. Ci auguriamo venga condiviso dalla maggioranza e accolto anche dai Comuni vicini. E’ un modesto, ma non per questo insignificante contributo, che gli vogliamo tributare".

Nuove nomine nell'Ente Parco delle Prealpi Giulie

Costituito ufficialmente nel 1996 il Parco Naturale delle Prealpi Giulie aveva visto fino ad ora l'Ente gestore sempre presieduto dal Sindaco del Comune di Resia, luogo in cui peraltro ha sede. A Luigi Paletti era subentrato Sergio Barbarino e quindi Sergio Chinese. Ora il Consiglio Direttivo ha eletto Stefano Di Bernardo, vicesindaco del Comune di Venzone.
Il quadro dei componenti il Consiglio è così composto:
Presidente - Stefano Di Bernardo (Vice Sindaco del Comune di Venzone)
Vice Presidente - Sergio Chinese (Sindaco del Comune di Resia)
Giorgio Pozzecco - (Delegato dal Sindaco del Comune di Chiusaforte)
Stefano Sgrazzutti (Delegato dal Sindaco del Comune di Lusevera) 
Rita Moretti (Delegata dal Sindaco del Comune di Moggio Udinese)
Andrea Beltrame (Delegato dal Sindaco del Comune di Resiutta)                            
Mauro Madotto (Ulteriore rappresentante del Comune di Resia)
Lorenzo Beltrame (Esperto nella gestione dei parchi naturali designato dalla Regione)
Natale Roberto Urbani (Esperto nella gestione dei parchi naturali designato dalla Regione)
Giuliano Sauli (Esperto nella gestione dei parchi naturali designato dalla Regione)                                                     
Alessandro De Bellis (Rappresentante imprenditori agricoli e forestali)    
Luca De Reggi (Rappresentante imprenditori turistici)

Ricordiamo che il Parco si estende su di una superficie di poco inferiore ai 100 km2 comprendendo territori dei comuni di Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone. L'area che interessa il nostro comune si sviluppa principalmente sull'altopiano carsico del Canin.
Altro rappresentante chiusano all'interno della Consulta è Ugo Marcon in qualità di Rappresentante dei Pescatori.

Grande partecipazione alle esequie di Dante Bulfon

Si può dire che ci fosse tutto il paese al funerale di Dante ed in tanti, assistendo commossi alla celebrazione di don Rafael, si sono interrogati sul perchè di tanta partecipazione.
Giorgio Pozzecco, presidente dell'Associazione donatori di sangue ed amministratore comunale, chiamato con Eraldo a porgere l'ultimo saluto della comunità ad uno dei suoi componenti più attivi, ha cercato di carpire la ragione del perchè tanto calore umano abbia avvolto una figura che, come quella di Dante, è rimasta sempre discosta dai clamori ufficiali della vita pubblica e sociale.
Probabilmente è ricordando la totale e disinteressata disponibilità di Dante verso tutti, pronta (naturalmente non senza l'immancabile ma "istituzionale" sonoro brontolio) ad esaudire qualsiasi richiesta d'aiuto da qualunque parte giungesse, sia dall'associazionismo che dai privati cittadini, che Giorgio ha colto nel segno, ipotesi rafforzata, com' egli stesso ha fatto notare, dall'importante presenza in chiesa di tanti giovani. Una bella prova per la comunità chiusana, ha sottolineato ancora Giorgio, a dimostrazione che di fronte ai valori più veri e più sani tutti si riconoscono, indistintamente.

Lo sviluppo di Sella Nevea

La nostra stazione turistica è ormai da un quarto di secolo gestita da Promotur, la società per azioni d'emanazione regionale subentrata nel fallimento della Sella Nevea spa. Durante la stagione sciistica 2009/2010 si è compiuto il collegamento transfrontaliero con il comprensorio sciistico di Plezzo. Ciò è stato possibile grazie alla realizzazione da parte nostra della telecabina che dal Plan dal Nut porta al Rifugio GIlberti nonchè della funivia che dal Rifugio Gilberti porta a Sella Golovec e, da parte slovena, della seggiovia che da Sella Prevala raggiunge Forca Forato.
Complementare o forse proprio necessaria, sarebbe stata poi l'esecuzione dei programmati lavori relativi ad un parcheggio a servizio della telecabina, di una pista di collegamento diretto Sella Golovec-pista Canin e di un nuovo impianto di risalita sulle pendici occidentali del Poviz. Tutti lavori che per vari motivi non sono stati eseguiti e senza i quali si è capito che: è disagevole senza sci ai piedi scendere o rientrare dal Plan del Nut; che è una forzatura dover passare per Conca Prevala per risalire nella zona del Gilberti con una seggiovia che, peraltro, in caso di grande afflusso di sciatori comporta tempi di attesa molto lunghi; che è penalizzante non disporre di un serio impianto a fondovalle a servizio di quei sciatori che non possono o non vogliono salire con le funivie e che serva comunque da sfogo nel caso gli impianti in quota siano inagibili.
Per questi motivi, fin da subito, chi ha a cuore lo sviluppo turistico di Sella Nevea ha chiesto alla Regione di finanziare celermente i citati interventi in modo da non vanificare l'effetto benefico prodotto dall'entrata in funzione dei nuovi impianti. Successivamente c'è stata anche una mobilitazione locale che ha visto la discesa in campo soprattutto dell'associazione di proprietari di appartamenti nei diversi condomini per la costruzione di un centro, da chiamarsi "Borgo Nevee", costituito da edifici richiamanti dal punto di vista architettonico ed estetico le antiche case della Val Raccolana, che vada tra l'altro ad ospitare tutti quei servizi che a Sella sono sempre mancati, compreso un centro benessere.

Cercare ora di capire quali possano essere gli effetti che produrrà nel futuro il collegamento transfrontaliero e l'ampliamento del comprensorio sciistico non è facile, soprattutto in questi tempi di crisi. Riferendosi al presente ed escludendo dai benefici l'avvenuta assunzione da parte di Promotur di giovane e qualificato personale locale perchè esula un po' dal ragionamento, l'elemento "novità", effimero per definizione, è durato in pratica un mese o poco più e ben poco è infatti cambiato in termini di ricaduta economica per gli operatori turistici di Sella rispetto alla situazione pregressa. D'altronde questo andamento era prevedibile visto che di pari passo con detti lavori, a livello ricettivo ed infrastrutturale gli interventi effettuati son stati ben poco o per nulla incisivi ed in certi casi, forse, controproducenti. Si è poi constatato che gli sciatori sloveni hanno scarsa capacità di spesa (problematica che loro stessi non faticano a confessare) e nel contempo si è registrata la perdita di un'importante quota del sempre più emergente movimento scialpinistico nostrano e austriaco, che si è visto "sottrarre" Sella Prevala e Sella Forato dall'elenco dei percorsi preferiti.
Uno fattore positivo registrato, che potrebbe rivestire grande importanza per il futuro, è invece la riapertura dell'hotel Poviz avvenuta la scorsa estate. Trattandosi di una struttura dal numero elevatissimo di posti letto, che richiede per la sua imponenza una costanza d'ìntenti e d'investimenti già troppe volte venuta a mancare con le precedenti gestioni è necessario però valutarne con cautela gli effetti, attendendo la prova della tenuta nel tempo che potrebbe risentire, in un fragile contesto qual'è Sella Nevea, proprio dell'assenza di basi consolidate su cui appoggiare una realtà così mastodontica.

A detta di tutti il centro abitato di Sella Nevea è un posto brutto, irrimediabilmente rovinato dal calcestruzzo gettato per erigere gli enormi palazzoni che ne deturpano l'ambiente e della Conca di Nevea così come si presentava fino al 1960, definita da Kugy la più bella delle Giulie, ormai non rimane che un lontano ricordo in coloro che allora l'hanno potuta ammirare.
A detta di tanti anche il comprensorio sciistico non è gran chè! Sì, le piste sono tecnicamente valide e tenute benissimo, sopra Plezzo sono assolate tutta la stagione, ma con un paio d'ore di sci si son percorse tutte, mentre nei poli dolomitici ed austriaci in voga da sempre si viaggia tutto il giorno senza mai percorrere lo stesso tracciato.

Oggigiorno i semplici turisti, proprio quelli che costituiscono le fonti certe e costanti d'entrata agli operatori locali, per ritrovare la Natura dei posti visitati e celebrati dai pionieri dell'alpinismo giuliano, salgono sull'Altopiano del Montasio. Lassù tutto dal punto di vista ambientale è rimasto pressochè immutato da centinaia d'anni a questa parte, se si esclude un po' di asfalto sulla stretta viabilità ed i gestori delle malghe faticano a soddisfare la domanda di ospitalità che viene da un movimento di visitatori davvero incredibile e che, volendolo sfruttare appieno, sarebbe importante anche d'inverno, pur senza alcun impianto di risalita.
Forse il segreto è proprio questo (che grande novità poi!)... conservare il meraviglioso ambiente che Madre Natura ci ha consegnato nel modo più integro possibile.
Però, nel contempo, si può anche pensare che un'ulteriore colata di cemento e asfalto sull'ormai vituperata Conca di Nevea non possa peggiorare più di un tanto la situazione e lo stesso dicasi per la zona a Nord del Pic Majot, visto che in questo settore dell'altopiano del Canin la dinamite ha già fatto saltare in aria tante delle meraviglie prodotte dal carsismo nei millenni da rendere ormai brutta anche la visita a quei luoghi.
Certo, a quel punto, bisognerebbe avere la certezza che, se sfortunatamente le cose ancora una volta non dovessero andare per il verso giusto, ci sia l'intelligenza di non perseverare negli errori e finirla definitivamente lì, scordandosi le vecchie idee di ampliamento del demanio sciabile verso il Montasio ed oltre il Medòn.